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Galatea è una
figura della mitologia greca, una delle cinquanta ninfa del mare, le
Nereidi, figlie di Nereo e di Dòride, la cui abituale residenza è in
fondo all'oceano, con il padre e che hanno il compito di assistere i
marinai.
Omero ne fa cenno nell'Iliade (libro XVIII), ma il mito del suo
amore per Aci (o Acis) è posteriore e costituisce uno temi preferiti
della poesia bucolica dei poeti greci in Sicilia.
Il mito narra che
Galatea fosse innamorata di Aci, un giovane bellissimo, e che il ciclope
Polifemo, invidioso del giovane e a sua volta innamorato della ninfa, un
giorno avesse cercato di attirarla con il suono del suo flauto (simbolo
di lussuria). Non essendo riuscito nel suo intento, sorpresa la coppia
di amanti, scagliò infuriato un enorme masso che raggiunse, uccidendolo,
Aci.
Come raccontato
nelle Metamorfosi di Ovidio, Galatea, per tenere in vita il suo
amore, trasformò il sangue di Aci in una sorgente e lui stesso divenne
un dio fluviale.
Il tema mitologico
ha dato luogo alla diffusione di un soggetto iconografico prediletto
dagli artisti del Rinascimento, quello del Trionfo di Galatea: si tratta
di una scena vivace e affollata, nella quale la ninfa campeggia al
centro, sul suo carro, una conchiglia trainata da delfini. Il gruppo è
sorvolato da alcuni amorini che scagliano frecce in direzione di
Galatea. |